lunedì 7 agosto 2017

Come due barche


HENRIK NORDBRANDT

NAVIGAZIONE

Dopo esserci amati rimaniamo vicini
e allo stesso tempo a una certa distanza
come due barche che si godono
le loro linee nelle acque scure, virano
così intensamente che i loro scafi
son vicini a spaccarsi per pura e semplice estasi
mentre fanno a gara nell'azzurro
sotto vele che il vento notturno riempie
di chiaro di luna e brezze profumate di fiori
- senza che l'una mai
cerchi di lasciarsi l'altra a poppa
e senza che la distanza tra loro
diminuisca né aumenti un po’.

Ma vi sono altre notti in cui navighiamo
come due transatlantici illuminati
coricati fianco a fianco
con le macchine spente, sotto un firmamento straniero
e senza un solo passeggero a bordo:
su ogni ponte suona una orchestra di violini
in onore delle onde lucenti.
E il mare è pieno di vecchie navi stanche
che abbiamo affondato nei nostri tentativi di raggiungerci.

(da Ode alla piovra e altre poesie d'amore, 1975 – Traduzione di Bruno Berni)

.

Navigazione è il viaggio della vita per Henrik Nordbrandt (Copenaghen, 1945), poeta danese, è un continuo andare con irrequietezza per superare il senso di solitudine. E in questo caso si avvale della carta nautica dell’amore, delle sue condizioni del tempo, perché anche l’amore, come il mare ha le sue tempeste e le sue bonacce, le sue onde e le sue secche.

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Yaskulka

HAL YASKULKA, “IL SOGNO DEGLI AMANTI”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Tanto ho pensato a te / e ho scritto tanto di te  / senza proprio sapere chi tu fossi.
HENRIK NORDBRANDT

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