sabato 23 settembre 2017

Ecco l’autunno


L’autunno è cominciato ufficialmente ieri sera alle 22.02, anche se quest’anno sembra avere anticipato il suo arrivo. Celebriamolo condividendo le sensazioni che questa stagione regala a due poeti: l’italiano Paolo Volponi (1924-1994) e il brasiliano Lêdo Ivo (1924-2012)


PAOLO VOLPONI

D’AUTUNNO È CON NOI

D'autunno è con noi
ogni foglia e ghianda
ed è raggiunto il cielo.
Fra le avellane svolazza
la palomba ferita,
freme il sottobosco
agli scoppi
dei ricci di castagna.
Dolcissima è l'ultima uva
celata fra i pampini rossi,
sul fianco dei monti sale
il fumo delle carbonaie.
A sera
io provo il caldo smemorato
delle castagne,
del torbido vino,
il più nudo corpo
della mia donna.

(da L’antica moneta, Vallecchi, 1955)

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LÊDO IVO

L'AUTUNNO A PARIGI

Ecco l'autunno di puttane e mendicanti.
Nei parchi gli amanti tremano
come se fosse la notte che venisse
a separare le loro mani intrecciate.

Ecco l'autunno degli esseri senza riparo,
delle foglie gialle che si spagliano
nei freddi viali, ecco il vento
che taglia il giorno come un coltello.

Ecco l'autunno assassino negli incroci,
con il suo lento avanzare e la nebbia
che uccide vecchi e cani annoiati.

Ecco l'autunno finale che chiude tutto.
Dopo verrà la morte, e il labbro muto
porterà via, in segreto, le stagioni.

(da Illuminazioni, Multimedia, 2001 – Traduzione di Vera Lúcia de Oliveira)

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Autunno

FOTOGRAFIA © WALLPAPER.NET

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LA FRASE DEL GIORNO
Gioia d’autunno dorato, / Affusolato e diafano, / Come le dita di una tenera fanciulla
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ALEKSANDR PUSKIN

venerdì 22 settembre 2017

Soli


LILIANE WOUTERS

SI NASCE SOLI

Si nasce soli e soli anche si muore.
Si dorme soli in letti condivisi.
Soli si mangia pane di poesia.
Soli con noi ci si trova stranieri.

Soli a sognare graviti lo spazio,
soli a sentire l'io di carne e sangue,
soli a voler trattenere l'istante,
a passare senza voler passare.

(da L’aloe, 1983)

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Sono versi dai toni malinconici questi della poetessa belga Liliane Wouters (1930-2016): un’amara riflessione sulla solitudine che ricorda il celeberrimo “Ognuno sta solo sul cuor della terra” di Salvatore Quasimodo, solitudine che non è solo quella di chi se ne sta in disparte ma che è anche quella di chi si sente solo in mezzo a una folla.

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Solitudine

FOTOGRAFIA © BBC

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LA FRASE DEL GIORNO
La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi.
JOSÉ SARAMAGO

giovedì 21 settembre 2017

La pagina illeggibile


TED KOOSER ted-kooser

UN FELICE COMPLEANNO

Questa sera mi sono seduto davanti a una finestra aperta
e ho letto finché la luce non se ne è andata e il libro
non era altro che una parte del buio.
Avrei potuto facilmente accendere la lampada,
ma volevo condurre questo giorno nella notte,
seduto solo a lisciare la pagina illeggibile
con il pallido grigio fantasma della mia mano.

(da Piaceri e ombre, 2004)

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Ted Kooser (Ames, Iowa, 1939), poeta americano, è noto per il suo stile accessibile e discorsivo. Ne esce questo tono di assoluto minimalismo, dove la sera del compleanno nulla accade ma in quell’ombra che scende lenta a rendere illeggibile il libro si insinua un sottile piacere – del resto, quello è il titolo dell’intera raccolta.

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TARYN DAY, “GIOVANE UOMO STANCO DELLA SUA CASA”

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è la trascrizione di una scoperta.
TED KOOSER

mercoledì 20 settembre 2017

Non altro che questo


GHIORGOS SEFERIS

FUGA

Non altro che questo era il nostro amore
fuggiva, tornava e ci portava
una palpebra china assai distante
un sorriso pietrificato, perso
nell'erba mattutina
una conchiglia strana che l'anima
tentava con insistenza di spiegare.

Non altro che questo era il nostro amore
frugava piano tra le cose intorno a noi
per spiegare perché ci rifiutiamo di morire
tanto appassionatamente.

E se ci reggemmo a lombi, se abbracciammo
altre nuche con tutta la nostra forza,
e confondemmo il respiro
al respiro di quella persona
se chiudemmo gli occhi, non era altro
che questo profondo desiderio di sorreggerci
nella fuga.

(da Le poesie, Crocetti, 2017 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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Un amore che vive sottotraccia per tutta una vita, che si manifesta in lampi effimeri e improvvisi, sempre in fuga, sempre lontano ma ugualmente presente: è quello raccontato dal Premio Nobel 1963, il poeta greco Ghiorgos Seferis (1900-1971), che fa proprio un tema della tragedia e della mitologia – si può leggervi anche la figura di Odisseo - importandolo nella società del ‘900.

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Olbinski

DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Noi non sappiamo nulla, non sappiamo d’essere tutti, tutti  / marittimi in disarmo,
non sappiamo l’amaro del porto / quando tutte le navi sono in viaggio.

GHIORGOS SEFERIS, Quaderno d’esercizi

martedì 19 settembre 2017

Tante ore fra noi


BLAGA DIMITROVA

A DOMANI

- A domani! - dici tu e già te ne vai.
Con sguardo impaurito io t'accompagno.
A domani?... Ma domani è immensamente lontano.
Davvero tante ore fra noi si porranno?

Fino a domani per me sarà ignota
l'ombra mutevole della tua fronte,
il discorso ardente e pulsante della mano,
dei tuoi pensieri il fluire segreto.

Prima di domani, se vorrai bere, non potrò
essere la tua fonte. Se il freddo
ti avvolge - non sarò il tuo fuoco.
Se hai timore del buio - la tua luce.

- A domani! - tu dici e parti
e non senti nemmeno che non hai risposta.
- Al giorno estremo! - mi aspettavo dicessi
e rimanessi con me fino al giorno estremo.

1958

(da A domani, 1959 – Traduzione di Valeria Salvini)

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“Era necessario un addio, perché capissi, / che non c'è un addio per noi. / Per sempre porterò in me quest'alba / come segno di bruciatura. / (…) / E sopra di noi sorgeva con l'addio / l' incontro vero e l'amore”: quella della poetessa bulgara Blaga Dimitrova (1922-2003) è una ricerca sull’esperienza amorosa, sul suo prendersi e lasciarsi, sull’influenza che essa lascia nelle nostre vite, dove permangono le tracce di ogni persona amata. In questa, che è la title-track della raccolta, protagonista è l’assenza, anche solo temporanea, vissuta come un’ansiosa lontananza.

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ROBERT DOISNEAU, “BASIER PASSAGE VERSAILLES”, 1950

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LA FRASE DEL GIORNO
L'assenza non è, per chi ama, la più certa, la più efficace, la più viva, la più indistruttibile, la più fedele delle presenze?
MARCEL PROUST, I piaceri e i giorni

lunedì 18 settembre 2017

La compagnia delle stelle


MARIA DO ROSÁRIO PEDREIRA

L’INVENZIONE DEI LUCERNARI

All'inizio impararono ad aver paura e si protessero.
Costruirono case di pietra e fango, piccoli rifugi
dove non tardarono a sentirsi sempre più soli.

Sognarono che un giorno un fascio di luce li avrebbe
confortati. E, affascinati dal cielo, disegnarono
occhiali nei tetti.

Ebbero, da subito, la compagnia delle stelle.
Oggi ancora gli dèi passano gli occhi per le loro case
tutte le notti, prima di addormentarsi.

(da La casa e l'odore dei libri, Lìbrati, 2008 - Traduzione di Mirella Abriani)

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La casa è spesso presente nei versi della poetessa portoghese Maria do Rosário Pedreira (Lisbona, 1959), tanto che a questa raccolta dà addirittura il titolo. È un’epoca oscura, remota, quella evocata: gli uomini costruiscono le loro prime case per ripararsi, per difendersi, ma in breve si rendono conto di sentirsi al contempo prigionieri e aprono delle finestre nei tetti di paglia e fango, trasformando quel luogo in uno spazio aperto sul mondo.

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blinds

FOTOGRAFIA © VELUX

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LA FRASE DEL GIORNO
Guardando il cielo stellato do la mano a Dio.
ROBERTO GERVASO, Il grillo parlante

domenica 17 settembre 2017

In undici sillabe uniti


JÜRGEN THEOBALDY

FLESSUOSI

Se siamo seri, Catullo, i versi durano a lungo,
ancor dopo che le donne se ne sono andate.
Anche di te non resta che la tua voce
che parla di lei, dell’amata.
Entrambi in undici sillabe uniti:
la tua voce, lei, l’eco del suo corpo
È lei, Lesbia, snella come i versi
fatti su di lei e in cui avanza flessuosa e
sollevata, è lei che bellezza ancora trasmette.

(da Giro d’estate, 1983 - Traduzione di Gio Batta Bucciol)

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Il poeta tedesco Jürgen Theobaldy (Strasburgo, 1944) con il caratteristico linguaggio impoetico intreccia la sua storia d’amore finita con il ricordo di un’altra complicata relazione amorosa, quella tra Catullo e Lesbia: c’è quasi un’immedesimazione, un reincarnarsi nel poeta moderno di quello classico, trattato come un confidente, quasi un alter ego, capace di provare le medesime emozioni.

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LAWRENCE ALMA TADEMA, “CATULLO LEGGE LE SUE POESIE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Un amore che se ne va è una dimostrazione filosofica così ricca che trasforma un parrucchiere in un emulo di Socrate.
EMIL CIORAN, Sillogismi dell’amarezza

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